...Girando tutto il Mondo con una Lanterna in mano, a chi gli domandava cosa cercasse, Diogene rispondeva: “CERCO L’UOMO”. La FUCI è fatta di Studenti, ma ancor prima di Giovani che vogliono riprendere in mano la Lanterna, che vogliono Riscoprire il Gusto di uno Sguardo Unitario sul Mondo; che desiderano donare e ampliare le proprie conoscenze e Riscoprire la Domanda di Verità e di Bellezza che abita nella profondità di ogni uomo.
mercoledì 30 novembre 2011
La Primavera Araba
Incontro di martedì 18 ottobre 2011
Da
pochi mesi è iniziato il nuovo anno accademico e il gruppo FUCI di Parma ha
prontamente ripreso le attività. Ripensando al tempo appena trascorso, possiamo
dire che è stato un ottimo avvio: non c’è niente di più bello che il ritrovarsi
di tanti ragazzi e ragazze numerosi e carichi, pieni di idee per affrontare
insieme il percorso universitario, cercando sempre la via di unire la fede con
l’impegno di cittadini responsabili. È stato molto bello per ognuno di noi
rivedere i volti noti e altri nuovi, di amici incontrati durante le esperienze
estive, o che giungono dalle superiori, ma tutti pronti a intraprendere una
ricerca sicera,tutti attenti al mondo in cui vivono. A questo proposito, un
incontro importante è stato quello in cui abbiamo avuto la possibilità di
riflettere sulla primavera araba.
Uno sguardo sul mondo, su quello
che costituisce ad oggi uno dei cambiamenti cruciali all’interno del
mediterraneo e che è già ribattezzato agli altari della cronaca come la
“Primavera araba”. Questo è stato il tema dell’incontro affrontato in Fuci il 18 ottobre grazie alla presenza di Khaled Qatam che ha accolto l’invito a portare la sua
testimonianza per farci meglio comprendere le ragioni che stanno segnando una
nuova fase in molte parti del mondo arabo. In primis la rivendicazione dei
diritti umani fondamentali da troppo tempo negati da Paesi dove il potere viene
mantenuto dalla classe politica in modo dittatoriale, molte volte attraverso
veri e propri colpi di Stato, altre volte invece facendo sfoggio della parola
democrazia che però poi nella pratica non esiste visto che alle elezioni è
ammesso un solo partito, quello già al governo, e che all’interno dei confini
nazionali il mantenimento decennale di leggi speciali riguardanti la “pubblica
sicurezza” consentono ogni genere di sopruso.
Proprio l’insorgere della
popolazione stremata dalla mancanza di libertà, il ruolo giocato dalla
globalizzazione che sempre più mette in contatto i giovani del mondo facendo
loro vedere e conoscere nuove prospettive di vita dove i governi, eletti
legittimamente dai cittadini, perseguono il fine esclusivo del benessere sociale,
ha accesso la fiamma della protesta che dall’Algeria si è spostata attraverso
la Tunisia e l’Egitto fino alla Libia facendo cadere i regimi “famigliari” che
erano al potere da diversi decenni. E la scia sembra continuare anche in altri
Stati come la Siria dove la situazione politica è da diversi mesi molto
incerta.
In pochi mesi la storia ha
cancellato poteri decennali che sembravano dovessero durare in eterno. In pochi
mesi la speranza di un ritorno alla libertà, dove l’uomo sia veramente
rispettato in tutti i suoi diritti, si è riaccesa nella speranza di costruire
un futuro migliore di quello che “altri”, in modo molto poco democratico,
avevano già progettato dovesse essere. Ma così non è stato.
Durante l’incontro è emerso come
ora la sfida più grande per i popoli delle “Primavere arabe” sia quella di
comprendere l’enorme valore dei propri sforzi, dei propri sacrifici, del
proprio sangue versato per la libertà dell’uomo, per la democrazia. Tutto
questo si deve tradurre in nuovi governi legittimati democraticamente e che nel
rispetto di tutte le espressioni, maggioritarie e minoritarie dei rispettivi
Paesi, siano in grado di vincere questa sfida. Una sfida dove i giovani, che
costituiscono una parte consistente del mondo arabo, sono i principali attori,
i principali protagonisti.
Ed è proprio alla speranza verso
un futuro “degno” della parola democrazia che i giovani saranno chiamati a
rispondere, per costruire un futuro di pace nel rispetto e nella fratellanza
fra i popoli.
Francesco Zordan e
Carlotta Zilioli
Argomento: INCONTRI





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