...Girando tutto il Mondo con una Lanterna in mano, a chi gli domandava cosa cercasse, Diogene rispondeva: “CERCO L’UOMO”. La FUCI è fatta di Studenti, ma ancor prima di Giovani che vogliono riprendere in mano la Lanterna, che vogliono Riscoprire il Gusto di uno Sguardo Unitario sul Mondo; che desiderano donare e ampliare le proprie conoscenze e Riscoprire la Domanda di Verità e di Bellezza che abita nella profondità di ogni uomo.

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domenica 3 ottobre 2010

La nuova riforma universitaria

Incontro di martedì 05/10/2010

La nuova riforma universitaria si limita ad eliminare il cosiddetto biennio Amato, fatte salve solo le posizioni di chi abbia già iniziato a usufruirne. In questo modo, i docenti ordinari dovranno lasciare le cattedre a 70 anni, senza possibilità di prolungare la permanenza al lavoro come invece accade oggi. Al contrario, si fissa a 68 anni il limite per gli associati.

Per risparmiare la nuova legge prevede la fusione degli atenei piu’ piccoli e la razionalizzazione delle facoltà, che per ogni ateneo non possono essere più di 12. Saranno inoltre passati in rassegna tutti gli oltre 500 corsi di laurea oggi attivi in Italia, l’ obiettivo è eliminare tutti quelli considerati antieconomici, seguiti cioè da un esiguo numero di studenti. La riforma renderà difficile il mantenimento in vita degli atenei, della facoltà e dei dipartimenti accademici meno efficienti: tanto per cominciare, e per quelli con problemi di bilancio, è previsto il commissariamento. Inoltre, tra le novità, si interviene sulla governance fissando ad otto anni la durata massima dei mandati dei rettori , e introducendo la possibilità di sfiduciare i magnifici. I capi di ateneo inadeguati, in futuro, potranno incorrere in una mozione di sfiducia da parte del Senato Accademico. Cambia anche il sistema di reclutamento dei ricercatori, che saranno selezioni con il cosiddetto “tenure - track”. Nuovi contratti a tempo determinato (minimo 3 massimo 5 anni)

Seguiti da contratti triennali al termine dei quali se il ricercatore sarà ritenuto valido dall’ ateneo sarà confermato a tempo indeterminato come associato.

Per accedere ai ruoli di docente ordinario e associato diventa indispensabile l’ abilitazione scientifica nazionale, una sorta di concorso a cadenza annuale: concorso unico nel quale i candidati saranno valutati sulla base di specifici parametri di qualità. I vincitori saranno inseriti in un albo dal quale gli atenei dovranno pescare se decidono di assumere nuovi professori. La nuova legge introduce anche un principio deontologico di massima, obbligando gli atenei a dotarsi di un codice etico sul reclutamento e sull’ attività dei docenti universitari. L’ Anvur (Agenzia statale per la valutazione dell’ attività di ricerca), monitorerà costantemente la produzione scientifica dei docenti italiani. Ogni tre anni ciascun docente dovrà presentare una relazione sul proprio operato. Chi non dovesse rispettare i parametri di produttività salteranno gli scatti dello stipendio. Nasce anche un fondo nazionale per il merito al fine di erogare borse di merito e di gestire su base uniforme, con tassi bassissimi, i prestiti d’ onore. Infine cambia il sistema d’ assegnazione dei fondi per la ricerca. Il capitale di circa un miliardo di euro stabilirà quali progetti di ricerca e in che entità, devono essere finanziati.

A Parma è in corso la protesta dei ricercatori a causa dei pesanti tagli che mettono a repentaglio qualità della didattica e della ricerca universitaria e alcune facoltà hanno rinviato l’ inizio delle lezioni all’ 11 di ottobre.

Nella discussione si evidenziava il disagio degli studenti a causa dell’ inizio ritardato dei corsi ma anche la difficoltà degli stessi a far sentire la loro opinione nei confronti di questa legge e delle sue ripercussioni nel mondo dell’ università. Inoltre in Italia i media danno poco spazio alla protesta dei ricercatori, obbligati a far didattica e a non impiegare piu’ tempo per l’ attività di ricerca. Spesso i pochi messaggi che passano danno un significato travisato della questione.

Si è anche sottolineata l’importanza della figura dei ricercatori all’interno dell’università, senza i quali non è possibile avere didattica e formazione di qualità.

2 Commenti:

Anonimo ha detto...

mi sembrate contro il limite massimo di pensionamento..
chiedo perchè io insegnante di scuola superiore devo andare in pensione molto prima di un professore universitario?
questa cosa mi pare ingiusta perchè non solo i professori universitari sono bravi, e le scuole superiori non sono di serie B..

Lorenzo ha detto...

Nessuno pensa che le scuole superiori siano di serie B,comunque quell'articolo era più che altro un report dei contenuti della riforma, mettendo l'attenzione sulla situazione dei ricercatori...non abbiamo espresso un parere sul limite di età pensionabile e ci sembra giusta l'eliminazione del biennio "Amato"

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