...Girando tutto il Mondo con una Lanterna in mano, a chi gli domandava cosa cercasse, Diogene rispondeva: “CERCO L’UOMO”. La FUCI è fatta di Studenti, ma ancor prima di Giovani che vogliono riprendere in mano la Lanterna, che vogliono Riscoprire il Gusto di uno Sguardo Unitario sul Mondo; che desiderano donare e ampliare le proprie conoscenze e Riscoprire la Domanda di Verità e di Bellezza che abita nella profondità di ogni uomo.

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lunedì 12 dicembre 2011

Avviso per il campo invernale

Campo invernale, dal 28 dicembre al 2 gennaio!

Quale miglior modo di trascorrere il capodanno, se non con gli amici, sulle montagne (speriamo!) innevate in clima di 
condivisione, di preghiera e di tanto divertimento?!?!
Quindi chi non si è ancora iscritto lo faccia presto! Staremo via dal 28 dicembre al 2 gennaio, in una casa
Autogestita (che non è una casa comandata dalle automobili!) a Bazena, in provincia di Brescia.
La quota (tutto compreso) è di 160 €, e il termine delle iscrizioni, per questioni organizzative, è il 20 dicembre,
cioè l'ultimo incontro fucino del 2011!!!
Sempre per poter fare la spesa, ci sarebbe bisogno che venisse versata entro il 20 dicembre la quota di iscrizione,
o almeno una caparra di 50€.
Chi avesse problemi (tipo che può dare a conferma solo in giorni successivi, o economici)
li faccia presente ai presidenti o al don, che vediamo di trovare una soluzione!
Sarebbe bello partire tutti insieme, come gruppo, perchè un campo è veramente un' esperienza imperdibile!!!
Quindi non mancate assolutamente e date la vostra conferma al più presto!!!!

mercoledì 7 dicembre 2011

Articolo Terzo Incontro Scuola Politica

Martedì  22 Novembre si è tenuto il terzo incontro della scuola di formazione politica, incontro che chiude il primo ciclo.
Il tema della serata è stato il ruolo di sindacati, partiti politici e altri corpi intermedi
Per aiutarci a comprendere meglio l’argomento,  è intervenuto in qualità di relatore Federico Ghillani, segretario generale della Cisl Parma.
La passione sindacale, dice Ghillani, nasce dai rapporti personali; di solito si arriva a far parte di un sindacato, dopo  essere stati in grado di intessere delle relazioni nell’ambiente di lavoro. Come già avevano affermato i nostri padri costituenti, non si può concepire il lavoro esclusivamente come un mezzo per  guadagnarsi da vivere, ma va innanzitutto considerato come una opportunità di creare rapporti sociali, di ampliare le relazioni.
Molte persone davanti alla difficoltà si chiudono in maniera individualistica mentre, al contrario, l’unico antidoto alla solitudine consiste nell’associarsi. E’ questo lo spirito con cui nasce il Sindacato.
Ghillani si è poi soffermato sulla differenza tra Partiti e Sindacati.
I Partiti Politici raccolgono la volontà dei cittadini e la organizzano su una tavola valoriale; ogni Partito infatti, si basa su dei valori, su una ideologia che fa da “sogno bussola”.
Il Partito è una struttura democratica, raccoglie il consenso popolare che viene trasformato in scelte, per poi confezionare le leggi attraverso la mediazione parlamentare.
Il Sindacato invece si occupa di lavoro e di organizzazione della società, ad esempio un Sindacato contratta con i comuni come gestire fondi che arrivano dallo stato.
La Costituzione richiede che il Sindacato sia una organizzazione democratica, ma che non sia presente in politica; se un membro di un sindacato decide di  assumere incarichi politici, deve uscire dal sindacato.
Al termine del discorso introduttivo di Ghillani, i ragazzi si sono riuniti in gruppi e hanno elaborato delle domande da rivolgere al relatore.
Le domande che sono state raccolte sono le seguenti:
-i partiti e i sindacati sono sufficienti a garantire la mediazione tra potere e cittadini oppure c’è bisogno di altri canali?
-in cosa differiscono a vari sindacati?
-non si corre il rischio che dalla divisione tra i diversi sindacati derivi una parzialità di ognuno di essi, oppure ogni sindacato tutela tutti i lavoratori, indipendentemente dal fatto che siano essi  iscritti o no al sindacato?
-C’è una analogia tra i rappresentanti dei partiti e dei sindacati e in cosa consiste?
-come nascono i sindacati? Qual è la prassi che i cittadini devono seguire per fondare un sindacato?
-quando un sindacato deve agire, quando deve dire di no? Quando deve fare sciopero e quando deve accettare  un accordo?
-oggi hanno ancora senso gli scioperi?
-che strumenti hanno le associazioni per interfacciarsi con i lavoratori?
-che differenza c’è tra  associazioni e sindacati?
-qual è la differenza tra movimento e partito?

Un Movimento può considerarsi come un percorso che può evolvere in partito?
-Governo tecnico, che significato può avere?
-Se il governo tecnico funziona, quanto sono indispensabili i partiti?
Nell’ultima parte della serata Ghillani ha cercato di rispondere alle domande anche se il tempo a disposizione non gli  ha permesso di dare risposta a tutte.
Riassumiamo brevemente il discorso fatto da Ghillani in risposta alle domande dei ragazzi.
Si può entrare a far parte di un sindacato iscrivendosi e partecipando alle assemblee che vengono organizzate durante l’anno, infatti ogni quattro anni vengono eletti  i delegati nelle assemblee. Se un cittadino inizia a lavorare per il sindacato, viene retribuito opportunamente oppure ha il diritto ad avere l’esonero retribuito  dal proprio impiego se è dipendente pubblico per dedicarsi all’attività di sindacalista.
Per capire invece la differenza tra i diversi sindacati, bisognerebbe guardarsi indietro nel tempo e ricostruire come i sindacati si sono evoluti nel corso della storia. Ghillani ha ricordato che all’inizio esisteva un solo sindacato che era la CGL; dopo l’attentato a Togliatti, si è assistito ad una divisione tra sindacati. Questa frammentazione, tuttavia, non significa divisione sugli obiettivi. Forse  i percorsi sono diversi, ad esempio alcuni hanno un idea più compartecipativa di altri.
Per quanto riguarda le associazioni, ne esistono diverse al di fuori di partiti e sindacati: basti ricordare l’unione degli industriali, dei commercianti, ecc..ecc. Queste associazioni sono quelle che comunemente vengono dette “parti sociali”.
Gli scioperi invece sono uno strumento delicatissimo. Lo sciopero ha un valore quando riesce e chi lo ha usato male ha fatto si che in passato sono state approvate delle leggi che è difficile modificare.

mercoledì 30 novembre 2011

La Primavera Araba

Incontro di martedì 18 ottobre 2011


Da pochi mesi è iniziato il nuovo anno accademico e il gruppo FUCI di Parma ha prontamente ripreso le attività. Ripensando al tempo appena trascorso, possiamo dire che è stato un ottimo avvio: non c’è niente di più bello che il ritrovarsi di tanti ragazzi e ragazze numerosi e carichi, pieni di idee per affrontare insieme il percorso universitario, cercando sempre la via di unire la fede con l’impegno di cittadini responsabili. È stato molto bello per ognuno di noi rivedere i volti noti e altri nuovi, di amici incontrati durante le esperienze estive, o che giungono dalle superiori, ma tutti pronti a intraprendere una ricerca sicera,tutti attenti al mondo in cui vivono. A questo proposito, un incontro importante è stato quello in cui abbiamo avuto la possibilità di riflettere sulla primavera araba.
Uno sguardo sul mondo, su quello che costituisce ad oggi uno dei cambiamenti cruciali all’interno del mediterraneo e che è già ribattezzato agli altari della cronaca come la “Primavera araba”. Questo è stato il tema dell’incontro affrontato in Fuci il 18 ottobre grazie alla presenza di Khaled Qatam che ha accolto l’invito a portare la sua testimonianza per farci meglio comprendere le ragioni che stanno segnando una nuova fase in molte parti del mondo arabo. In primis la rivendicazione dei diritti umani fondamentali da troppo tempo negati da Paesi dove il potere viene mantenuto dalla classe politica in modo dittatoriale, molte volte attraverso veri e propri colpi di Stato, altre volte invece facendo sfoggio della parola democrazia che però poi nella pratica non esiste visto che alle elezioni è ammesso un solo partito, quello già al governo, e che all’interno dei confini nazionali il mantenimento decennale di leggi speciali riguardanti la “pubblica sicurezza” consentono ogni genere di sopruso.
Proprio l’insorgere della popolazione stremata dalla mancanza di libertà, il ruolo giocato dalla globalizzazione che sempre più mette in contatto i giovani del mondo facendo loro vedere e conoscere nuove prospettive di vita dove i governi, eletti legittimamente dai cittadini, perseguono il fine esclusivo del benessere sociale, ha accesso la fiamma della protesta che dall’Algeria si è spostata attraverso la Tunisia e l’Egitto fino alla Libia facendo cadere i regimi “famigliari” che erano al potere da diversi decenni. E la scia sembra continuare anche in altri Stati come la Siria dove la situazione politica è da diversi mesi molto incerta.
In pochi mesi la storia ha cancellato poteri decennali che sembravano dovessero durare in eterno. In pochi mesi la speranza di un ritorno alla libertà, dove l’uomo sia veramente rispettato in tutti i suoi diritti, si è riaccesa nella speranza di costruire un futuro migliore di quello che “altri”, in modo molto poco democratico, avevano già progettato dovesse essere. Ma così non è stato.
Durante l’incontro è emerso come ora la sfida più grande per i popoli delle “Primavere arabe” sia quella di comprendere l’enorme valore dei propri sforzi, dei propri sacrifici, del proprio sangue versato per la libertà dell’uomo, per la democrazia. Tutto questo si deve tradurre in nuovi governi legittimati democraticamente e che nel rispetto di tutte le espressioni, maggioritarie e minoritarie dei rispettivi Paesi, siano in grado di vincere questa sfida. Una sfida dove i giovani, che costituiscono una parte consistente del mondo arabo, sono i principali attori, i principali protagonisti.
Ed è proprio alla speranza verso un futuro “degno” della parola democrazia che i giovani saranno chiamati a rispondere, per costruire un futuro di pace nel rispetto e nella fratellanza fra i popoli. 

Francesco Zordan e Carlotta Zilioli

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